Wama e mbu: i due contendenti dell’Ubangi

La complessa area dell’Ubangi, corrispondente a territori della Repubblica Centrafricana  meridionale e del Congo settentrionale, è già stata descritta nel mio precedente lavoro “Laggiù nell’Ubangi!”(https://artidellemaninere.com/2015/02/15/laggiu-nellubangi/).

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Un mosaico di etnie spesso in conflitto, ma ricche di una complessa mistica indigena ancora non sufficientemente indagata sia sul piano prettamente religioso che su quello antropologico ed estetico.
Nell’articolo “Il dubbio ed il certo” (https://artidellemaninere.com/2015/02/06/il-dubbio-ed-il-certo/) emergevano infatti tutte le difficoltà di una precisa attribuzione degli oggetti rituali appartenenti alle varie etnie che popolano quella regione.
In questo lavoro, provo a descrivere le linee fondamentali di quella mistica indigena sopra richiamata, alla luce delle attuali conoscenze in merito.

Ubangi carta geografica

Territorio dell’ Oubangi (Courtesy Tribal Art)

Come ha scritto A.M. Vergiat, “ Pour la majorité des peoples de l’Oubangui, il y a dans chaques individu:
a) Le corps;
b) L’ombre ou duble du corps;
c) L’âme immatérielle ou esprit.
Ces trios choses réunies forment l’homme. L’ombre est insparable du corps tant qu’il vit.
L’âme peut quitter momentanément et agir au dehors. Quand un individu dort, son âme est absente du corps, elle erre à travers le pays. A son returne, le corps s’anime et se reveille, il peut agir sous l’action de l’âme… formée de deux forces occultes adverses.
Ces forces sont:
Le souffle vital ou force dynamique qui nous pousse à l’action qui nous entraine dans le tourbillon de la vie, qui nous fait gouter les charmes, qui nous  procure le ris et la joie force éminemment brutale et toute matérielle et sensuelle.
La force statique, que d’aucuns appellant conscience, qui freine nos emportements, régularise nos désirs et nous empeche de commetre des folies. Pouissance conservatrice et prudentequi nous fait préferér le calme, l’ombre, la solitude et l’immobilité au movement, à la lumière et à la joie, force toute morale et spirituelle.
Ces deux forces s’opposent, leur lutte est constante” (A .M.Vergiat, 1936).

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Circoncisore Manja (Courtesy A.M. Vergiat,  Les rites sectrets des primitives de l’Oubangui”, Parigi, 1936)

Per chi è minimamente a conoscenza della struttura psichica delineata dai padri fondatori della psicanalisi/psicoanalisi, Freud ed Jung, la descrizione fatta da Vergiat della psiche dell’uomo Oubangese, appare fin troppo aderente alla struttura psichica occidentale con tanto di Io, Es e perfino con il richiamo junghiano all’ombra.

Prediamo un testo quasi coevo di quello di Vergiat riguardante la dottrina psicoanalitica, quello di Enrico Morselli, La Psicanalisi, pubblicato esattamente dieci anni prima nel 1926,  uno dei primi trattati italiani riguardati la teoria freudina, se non il primo, editi in Italia dai Fratelli Bocca di Torino.

Scrive Morselli a proposito della struttura psichica dell’uomo, “… la coscienza comprende soprattutto il Mondo razionale fatto di analisi e di sintesi, di attribuzioni e di valutazioni, di riflessioni e di associazioni logiche…la sua anticamera buia è l’Incosciente nel quale si accumulano tutte le tendenze primitive, le più maligne, sconvenienti e perverse…insomma per Freud la vita psichica consiste in un continuo “antagonismo” di due gruppi di “forze psichiche” che si sviluppano l’una a detrimento dell’altra: le incoscienti e le coscienti”.

Sono evidenti le assonaze descrittive utilizzate da Vergiat e da Morselli per descrivere la struttura psichica del “primitivo” e del “civilizzato” e , sebbene l’interpretazione del pensiero freudiano nel corso dei decenni successivi sia in gran parte mutata, ho utilizzato il testo di Morselli proprio perchè coevo di quello di Vergiat, proprio perchè entrambi sono scaturiti da un medesimo humus culturale.

E’ pertanto dall’antagonismo tra le due forze, quella dinamica e quella statica, che l’individuo dell’Oubangi costruisce il proprio equilibrio in armonia con la sua gente, il suo ambiente e la natura che lo circonda.
A differenza dell’uomo occidentale, però, quello dell’Oubangi ha una visione alquanto differente della sofferenza, della malattia e della morte.

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…all’opera! ( Courtesy op. citata)

Continua Vergiat”La sourance, la maladie, la mort sont anormales, ells n’ont pas des causes naturelles por l’indigène.
La douleur est attribuée à un être, esprit ou animal qui ronge l’organisme du malade et amènera rapidement sa mort si on ne l’extirpe pas à temps, ou bien ce sont des betes de la brousse qui se vengent envers les hommes. Beaucoup d’affections son ten effect, attribuées à des animaux…Parfois ce seront des exprits nuisibles qui hanteront son corps et le feront souffrir et délirer, à mois q’il ne soit l’objet d’un sort, d’un maléfice, et victim de la méchanceté d’un de ses semblantes.
Toute maladie interne, inexplicable, indéfinissable, ne tombant pas directement sous la vue, comme les maux de langueur, a une origine d’ordre magique” (A.M.Vergiat, 1936).
Per questo, è essenziale poter contare sulla sapienza, dedizione e capacità di un individuo superiore in grado di individuale, comprendere, controllare ed annientare lo spirito maligno che ha perturbato l’ordine naturale delle cose.
L’individuo che può incarnare un ruolo tanto complesso non è un individuo qualunque, bensì un uomo che dopo lungo tirocinio ha assunto la forza, la sicurezza e la conoscenza indispensabili nella lotta con lo spirito negativo: questo individuo superiore è chiamato Wama.

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Féticheur dell’Oubangi ( Coutesy op. citata)

Ha scritto di lui G.V. Sévy:
Le Wama, avant toute chose, il est médecin a la fois du corps et de âme opérant toujours dans une perspective magique car pour lui la maladie est jamais naturelle. Les responsables peuvent en être les mbu ou des êtres invisibles et néfastes du monde surnaturel.
Pour les N’gbaka mbu est le nom donné aux sorciers.
Le plus souvent est un mbu que le Wana est amené combattre est un être méchant et jaloux qui accomplit ses maléfices que dans les ténèbres”.  (Cahiers d’étude africanais, 1960)
E maggiore è il maleficio da combattere, più rinomata deve essere la grandezza del Wama chiamato a dirimere la questione: non tutti i Wama, infatti, hanno la potenza necessaria per cacciare i cattivi genii o per lottare contro certi mbu particolarmente abili ed insidiosi.
Il grand Wama una volta che ha accettato l’incarico, si installa con tutte le sue donne nella casa messagli a disposizione e da tutti i villaggi vicini la gente accorre per vederlo danzare e lottare contro lo mbu.
Non molto diversa è la figura del moderno esorcista chiamato a scacciare il maligno in una civilissima dimora di New York, Roma o Parigi!!

Come nel resto dell’Africa, anche in Oubangi forte è la presenza di società segrete desinate a regolare la vita spirituale e materiale dei villaggi. Ngakola, Maoro, Badagi sono le società segrete tra le maggiormente conosciute di quest’area, sebbene reconditi rimagano ancora tanti aspetti del loro funzionamento.

Tra i riti d’iniziazione più conosciuti, quello denominato Gan’za è di particolare rilievo per la sua spettacolarità ed importanza.

Durante questo rito, infatti, i giovani iniziati sono sottoposti alla circoncisione rituale (maschi) ed all’escissione clitoridea (femmine) attraverso complesse cerimonie, danze, gesti e simbologie che consacrano il passaggio dall’adolescenza alla compiuta età adulta.

Giova ricordare che l’escissione clitoridea non è praticata da tutte le popolazioni dell’Oubangi. Presso i Mbakwa, Ali, Banzélé, Songo, Yakoma e Nzakara infatti, le femmine non sono sottoposte a questa mutilazione.

Alcune maschere antropomorfe denominate Dagara erano utilizzate dalle autorità preposte alla gestione delle pratiche iniziatiche, ed in particolare durante le danze conseguenti i festeggiamenti per il ritorno dei neo-adulti, dopo l’isolamento di vari mesi e le dure prove a cui dovevano sottoporsi nei riti d’iniziazione. ( J.Cornet, 1972)

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Maschera policroma Dagara (cm. 30,5), cultura N’gbaka, Coll. Privata Italia. I tatuaggi sul volto sono quelli tradizionali di quest’area.

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Bibliografia.

-E. Morselli, La Psicanalisi, Bocca Ed., Torino, 1926

-M.J. Leyder, Conception des Bwaka sur les astres (Rev. univ. Bruxelles, déc. 1931 – janv. 1932

-M.J. Leyder, Maseko  et  Sia , obligation de conciliation et droit de moquerie chez les Bwaka, Bulletin des Alumni, avril 1932

M.J. Leyder, Trois études sur les « To », Contes Bwaka, Le Flambeau, juin, juillet, août 1932

-F. Clayes, Gaza de besnijdenis bij de Bwaka, Ubangi, Gaza la circoncision chez les Bwaka Oubangui,  Congo, sep 1931, 223-241, oct 1931, 381-396, nov 1931 506-533, Chants rituels ngbaka dans la langue origine et en traduction néerlandaise

-A.M. Vergiat, Les rites secrets des primitifs de l’Oubangui, Payot, Paris, 1936

-G.V. Sévy, Les wama des Ngbaka de la Lobaye, in Cahiers d’études africaines, Vol. 1 N. 3, 1960, pp 103/128

 

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Elio Revera

 

Wama and mbu: the two contenders in Ubangi

The complex area of ‘Ubangi, corresponding to areas of the Central African Republic and south of the northern Congo, has already been described in my previous job “Laggiù nell’Ubangi” (Http://artidellemaninere.com/2015/02/15/laggiu-nellubangi /).

A mosaic of ethnic groups often conflicting, but rich in a complex mystical indigenous still not sufficiently investigated both on a purely religious on the anthropological and aesthetic.
In the article “The doubt and certain” (https://artidellemaninere.com/2015/02/06/il-dubbio-ed-il-certo/) emerged in fact all the difficulties of a precise allocation of ritual objects belonging to various ethnic groups that inhabit the region.
In this paper, I try to describe the essential features of that mystical indigenous mentioned above, in the light of current knowledge about.

As it is written by A.M. Vergiat,“ Pour la majorité des peoples de l’Oubangui, il y a dans chaques individu:
a) Le corps;
b) L’ombre ou duble du corps;
c) L’âme immatérielle ou esprit.
Ces trios choses réunies forment l’homme. L’ombre est insparable du corps tant qu’il vit.
L’âme peut quitter momentanément et agir au dehors. Quand un individu dort, son âme est absente du corps, elle erre à travers le pays. A son returne, le corps s’anime et se reveille, il peut agir sous l’action de l’âme… formée de deux forces occultes adverses.
Ces forces sont:
Le souffle vital ou force dynamique qui nous pousse à l’action qui nous entraine dans le tourbillon de la vie, qui nous fait gouter les charmes, qui nous  procure le ris et la joie force éminemment brutale et toute matérielle et sensuelle.
La force statique, que d’aucuns appellant conscience, qui freine nos emportements, régularise nos désirs et nous empeche de commetre des folies. Pouissance conservatrice et prudentequi nous fait préferér le calme, l’ombre, la solitude et l’immobilité au movement, à la lumière et à la joie, force toute morale et spirituelle.
Ces deux forces s’opposent, leur lutte est constante” (A .M.Vergiat, 1936)


For who have some basic knowledge of the psychic structure outlined by the fathers of psychoanalysis  Freud and Jung,  Vergiat’s description of the human Oubangese psyche, it appears all too adherent to the western psychic structure with ego, es  and even with the notion of Jungian shadow.

Take a text almost contemporary with that of Vergiat concerning the psychoanalytic doctrine, that of Enrico Morselli, The Psychoanalysis, published exactly ten years earlier in 1926, one of the first Italian treaties regarded theory freudina, if not the first, published in Italian by the Bocca brothers of Turin.

Morselli writes about the psychic structure of man, “… consciousness includes especially the World made rational analysis and synthesis, and evaluation of assignments, reflections and logical associations … its dark anteroom where is the Unconscious accumulate all the primitive tendencies, the most malignant, unreasonable and perverse … so for Freud psychic life consists of continuous “antagonism” of two groups of “psychic powers” that develop at the expense of the other one o’clock: “the unconscious and conscious “.

There are clear assonaze ​​descriptive used by Vergiat and Morselli to describe the psychic structure of the “primitive” and “civilized” and, although the interpretation of Freudian thought in the subsequent decades is largely changed, I used the text of Morselli just because contemporary with that of Vergiat, just because both are sprung from the same cultural background.

And ‘therefore the antagonism between the two forces, the dynamic and static, that the individual dell’Oubangi finds its equilibrium in harmony with its people, its environment and the natural surroundings.
Unlike Western man, however, that dell’Oubangi has a somewhat different vision of suffering, disease and death.

Continue Vergiat …”La sourance, la maladie, la mort sont anormales, ells n’ont pas des causes naturelles por l’indigène.
La douleur est attribuée à un être, esprit ou animal qui ronge l’organisme du malade et amènera rapidement sa mort si on ne l’extirpe pas à temps, ou bien ce sont des betes de la brousse qui se vengent envers les hommes. Beaucoup d’affections son ten effect, attribuées à des animaux…Parfois ce seront des exprits nuisibles qui hanteront son corps et le feront souffrir et délirer, à mois q’il ne soit l’objet d’un sort, d’un maléfice, et victim de la méchanceté d’un de ses semblantes.
Toute maladie interne, inexplicable, indéfinissable, ne tombant pas directement sous la vue, comme les maux de langueur, a une origine d’ordre magique” (A.M.Vergiat, 1936).

For this, it is essential to rely on the wisdom, dedication and ability of an individual superior individual can, understand, control and destroy the evil spirit that has disrupted the natural order of things.
The individual who can embody a role so complex it is not any one individual, but rather a man who after long training has taken on strength, security and knowledge essential in the fight with the negative spirit: this individual is called upper Wama.

She wrote him G.V. Sévy: “Le Wama, avant toute chose, il est médecin a la fois du corps et de âme opérant toujours dans une perspective magique car pour lui la maladie est jamais naturelle. Les responsables peuvent en être les mbu ou des êtres invisibles et néfastes du monde surnaturel.
Pour les N’gbaka mbu est le nom donné aux sorciers.
Le plus souvent est un mbu que le Wana est amené combattre est un être méchant et jaloux qui accomplit ses maléfices que dans les ténèbres”.  (Cahiers d’étude africanais, 1960)

And the greater the spell to fight, most famous has to be the size of Wama called to settle the matter: not all Wama, in fact, have the power to cast out evil geniuses or to combat certain mbu particularly skilled and treacherous.
The grand Wama once accepted the position, is installed with all his women in the house messagli available and all the neighboring villages people come to see him dance and fight against Mbu.
Not much different is the figure of the modern exorcist called to chase away the evil in a civilized home to New York, Rome or Paris !!

As in the rest of Africa, even in Oubangi stronger the presence of secret societies Dine regulate the spiritual and material life of the villages. Ngakola, Maoro, Badagi are secret societies among the best known in this area, although hidden rimagano still many aspects of their operation.

Among the best-known rites of initiation, one called Gan’za is of particular importance for its spectacular nature and importance.

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Gan’za, (Courtesy A.M. Vergiat,  Les rites sectrets des primitives de l’Oubangui”, Parigi, 1936)

During this rite, in fact, the young initiates are subjected to ritual circumcision (males) and clitoral excision (female) through complex ceremonies, dances, gestures and symbols that consecrate the passage from adolescence to adulthood accomplished.

To recall, the clitoral excision is not practiced by all populations dell’Oubangi. At Mbakwa, Ali, Banzélé, Songo, Yakoma and  Nzakara fact, females are not subject to this mutilation.

Some anthropomorphic masks called Dagara were used by the management authorities of the initiation practices, especially during dances consequent celebrations for the return of neo-adults, after the isolation of several months and the hardships they had to undergo in the rites initiation. (J.Cornet, 1972)

Bibliography.

-E. Morselli, La Psicanalisi, Bocca Ed., Turin, 1926

-M.J. Leyder, Conception des Bwaka sur les astres (Rev. univ. Bruxelles, déc. 1931 – janv. 1932

-M.J. Leyder, Maseko  et  Sia , obligation de conciliation et droit de moquerie chez les Bwaka, Bulletin des Alumni, avril 1932

M.J. Leyder, Trois études sur les « To », Contes Bwaka, Le Flambeau, juin, juillet, août 1932

-F. Clayes, Gaza de besnijdenis bij de Bwaka, Ubangi, Gaza la circoncision chez les Bwaka Oubangui,  Congo, sep 1931, 223-241, oct 1931, 381-396, nov 1931 506-533, Chants rituels ngbaka dans la langue origine et en traduction néerlandaise

-A.M. Vergiat, Les rites secrets des primitifs de l’Oubangui, Payot, Paris, 1936

-G.V. Sévy, Les wama des Ngbaka de la Lobaye, in Cahiers d’études africaines, Vol. 1 N. 3, 1960, pp 103/128

Elio Revera

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