I sassolini di Pollicino

Come i sassolini di Pollicino (Le Petit Poucet), a volte, sono alcune deduzioni a farci trovare la giusta via.
Mi riferisco, ovviamente, alla via che porta ad inquadrare, interpretare ed infine valutare, le opere artistiche africane.
Partiamo da un banale oggetto…potrebbe essere un cucchiaio, un poggia testa, uno sgabello…in questo caso un oggetto ancora più povero, apparentemente…uno scacciamosche, un semplice fly whisk, uno chasse-mouches!
E quali storie può mai narrarci un oggetto tanto umile, demodé, francamente fastidioso, quasi quanto le mosche che pretende di scacciare?
Orbene, riflettiamo. Chi in un’Africa pre-coloniale era destinato ad utilizzare un simile attrezzo? Certo non un uomo affaccendato in faticosi, a volte mortali lavori. Certo non una donna oberata dalla cura e dalla custodia della capanna e dei numerosi figli. Certo non i giovanetti a cui le mosche facevano un baffo….ed allora chi, chi utilizzava peculiarmente uno fly whisk?
Un re perdinci!…un notabile di corte, un dignitario di rango…insomma tutti coloro, il re in primis, che si potevano giovare del suo utilizzo a testimonianza di uno status superiore, di un’autorità a cui sono dovuti obbedienza e rispetto.

 

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Portrait of Fon Angwafo III (r. since 1959), ca. 1960–1970Mankon, Grassfields region, Cameroon35mm color slideThe Metropolitan Museum of Art, The Photograph Study Collection, Department of the Arts of Africa, Ocea-nia, and the Americas, Bequest of Paul Gebauer, 1977 PSC 1977.1.401.823. Courtesy Metropolitan Museum, N.Y

 

Ecco che allora, lo scacciamosche, da accrocco di un polveroso negozio di ferramenta, si trasforma nel suo contrario, come Cenerentola al ballo: lo scacciamosche è adesso una nobile insegna di potere, testimone di rango di un stutus regale o para-regale!
E vediamolo all’opera allora questo oggetto che da bistrattato è assunto a testimone di corte.

 

Re di Dschang postcard 1900
Eccolo allora nelle mani di uno mfon (re) assiso, a Dshang in Cameroun, in una cartolina di inizio Novecento.
Soltanto lui siede e soltanto lui impugna lo scacciamosche, un’insegna regale certamente più utile dello scettro!

Ecco un altro mfon, sempre in Cameroun, terra di numerosi corti e reami, sulla porta d’ingresso del suo “palazzo”, con i bellissimi e tipici pali scolpiti che, seduto sul suo trono, impugna l’attrezzo dovuto al rango di re.

 

Fon Cameroun
Ed infine, semmai ce ne fosse ancora bisogno, per dimostrare quanto detto, ecco il re dei re del Cameroun, King Ibrahim Mbouombouo Njoya (1860–1933), del Regno Bamum, (http://en.wikipedia.org/wiki/Kingdom_of_Bamum), con ogni probabilità a Fumban, capitale del regno, con indosso un elmo ed una corazza militare germanico/prussiana, all’epoca della “visita delle valorose truppe di occupazione tedesca” (1902-1915/16).

 

King Njoya of the Bamum s with German Prussian colonial cuirassier uniform 1919 caKing Njoya of the Bamum s with German Prussian colonial cuirassier uniform 1919 ca
Nelle sue mani un importante fly whisk, ricoperto di strisce di metallo, presumibilmente di ottone e rame, un’arte quella dei forgerons che eccelleva nel regno Bamum.

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Courtesy C.M. Geary, “Vision d’Afrique. Bamum”, 5 Continents ed.

Un mfon tanto insigne, il sultano Njoya, da essere perfino l’inventore di una “scrittura tribale” destinata ad illustrare la storia dei precedenti sedici reami di Bamum, e che lui intraprese nel 1916 e che con il titolo, Histoire et coutumes des Bamum rédigées sous la direction du sultan Njoya , fu poi pubblicata nel 1952 dall’ Institut français de l’Afrique noire.(http://www.lecfc.fr/new/articles/210-article-14.pdf)

Credo che quanto illustrato basti a nobilitare questo semplice oggetto d’uso. Ma il povero scacciamosche ancora ci può aiutare nell’interpretazione della cultura artistica africana.
E stavolta sul piano di una deduzione operativa, se così posso chiamarla.

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Insegna di potere regale e di corte, questo strumento è certamente destinato a lasciare il posto a ben altri congegni nelle epoche successive; insetticidi chimici, l’energia elettrica e l’utilizzo di batterie hanno definitivamente ricondotto il suo uso a colore locale, soppiantato da mezzi ben più efficienti per allontanare gli insetti.
E con lui tramonta sì un’epoca, ma nel contempo connota con la sua presenza un preciso momento, che consente di datare questi oggetti con una buona approssimazione temporale.

E chi l’avrebbe mai detto che uno chasse-mouches  poteva aveva tutte queste storie da raccontarci!

Bamoun  Camerun

Elio Revera

Le immagini dello  fly whisk Bamum (cm. 45, legno, perline, ottone e rame, crine animale ) sono quelle di uno scacciamosche di presumibile  fine XIX/inizio secolo XX, raccolto nei primi anni’70 a Fumban, capitale del Regno Bamum in Cameroun da Rolf Miehler ed attualmente in una collezione privata italiana.

English version

The pebbles of Tom Thumb

As the stones of Tom Thumb (Le Petit Poucet) , at times, are some deductions to make us find the right path.
I refer, of course, on the street that leads to frame, interpret and evaluate finally, the works of art in Africa.
Let’s start with a simple object … could be a spoon, a headrest, a stool … in this case an object even poorer, apparently … one swatter , a simple fly whisk one chasse-mouches!
And what stories you can tell us an object ever so humble, old-fashioned, frankly annoying, almost as much as the flies that claims to dispel?
However, we reflect. Who in pre-colonial Africa was intended to use such a tool? Certainly not a man busy in laborious, sometimes deadly work. Certainly not a woman burdened by the care and custody of the hut and several children. Certainly not the young men that the flies did not care … .and then who, who used peculiarly one fly whisk ?
A king gosh! … A notable court, a ranking dignitary … well anyone, the king in the first place, that could benefit of its use as evidence of a Status higher authority to which they are due obedience and respect.

So then, swatter, to hack a dusty hardware store, it turns into its opposite, like Cinderella at the ball: swatter is now a noble teaches power , a witness to the rank of a stutus royal or quasi-royal!
And let’s see it work then this object is assumed to be mistreated as a witness of the court.

Here it is then in the hands of a Mfon (king) seated, Dshang Cameroon , in a postcard of the early twentieth century.
Only he sits and he alone holds swatter, a sign royal scepter certainly more useful!

Here’s another Mfon , always Cameroon , a land of numerous courts and realms, on the front door of his “palace”, with the beautiful and typical piles sculpted, sitting on his throne, he holds the tool due to the rank of king.

And finally, if ever proof were needed, to demonstrate the above, here is the king of kings of Cameroon , King Ibrahim Njoya Mbouombouo (1860-1933) , the United Bamum , (http://en.wikipedia.org/wiki/Kingdom_of_Bamum), probably in Fumban , the capital of the kingdom, wearing a helmet and a breastplate German military / Prussian, then the “visit of the valiant troops of German occupation” (1902-1915 / 16).

In his hands a major fly whisk, covered with strips of metal, presumably of brass and copper, that of an art forgerons who excelled in the kingdom Bamum .

A Mfon so distinguished, Sultan Njoya , to be even the inventor of a “writing tribal” meant to illustrate the history of the previous sixteen realms of Bamum , and that he carried out in 1916 and with the title, Histoire et des coutumes Bamum rédigées sous la direction du sultan Njoya , then it was published in 1952 by ‘ Institut français de l’Afrique noire.(http://www.lecfc.fr/new/articles/210-article-14.pdf)

I believe that what is shown is enough to dignify this simple object of use. But poor swatter still can help in the interpretation of the artistic culture of Africa.
And this time in terms of a deduction operational , if I may call it.

Teaches of royal power and the court, this tool is certainly destined to give way to many other devices in later times; chemical pesticides, electricity and the use of batteries have finally brought its use in local color, supplanted by far more efficient means to ward off insects.
And he sets an age yes, but at the same time with his presence connotes a given time, which allows us to date these objects, a reasonable time.

And who would have thought that one chasse-mouches could had all these stories to tell!

Elio Revera

The images of the fly whisk Bamum (cm. 45, wood, beads, brass and copper, horsehair) are those of a fly swatter estimated late nineteenth / early twentieth century, collected in the early 70s to Fumban , the capital of the United Bamum Cameroon to Rolf Miehler and currently a Italian private collection.

 

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Bamum dancers of the royal court. Foumban, Cameroon, ca. 1930

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