Songye people, N’kisi figure, Region of Eki or Beneki, Congo

Songye Beneki jpj
Wood, animal horn
H.8,3 in/21cm, without the horn

End 19th century

Private collection, Italy
Photo by Fabio Cattabiani and Pietro Paletti
Arti delle Mani Nere All Rights Reserved

Provenance
– Old collection, Bordeaux
– Leonardo Vigorelli Gallery, Milano

Exhibitions
Parcours des Mondes, 2011, Paris
Africa. La terra degli spiriti. Museo delle Culture (Mudec), Milano, 27 marzo/ 30 agosto 2015

Africa La terra degli spiriti

Published
AA.VV, Africa. Terra degli spiriti, a cura di Gigi Pezzoli e Claudia Zevi, 2015, Milano, 24 Ore Cultura ed. pag. 244, color

This n’kisi Songye is attributable to the Region of EKI or BENEKI and for its characteristics can be attributed by Atelier of Coiffure Gauffrée (hair shaft), operating in the central / southern of Eki. (see J.W.Mestach 1985 and F.Neyt 2004).
The sculpture, carved in a compact and hard wood (Crossopterix febbrifuga ?) consists of three homogeneous blocks that define the longitudinal planes.
These plans consist of the head, trunk and belly / legs will particularly appreciate the vision of profile where there is clearly a massive presence of volumes determined, delimited by precise cuts, specular in the drawing.
The patina is dark, deep and glossy in areas of greater manipulation, tending to reddish color in the parts where probably the sculpture was originally dressed and sweating on the right side of the head and trunk.
Note the solution of the feet which not exist, since the massive legs directly enter the small base, on which, however, were obtained toes, curiously in number of four for the left foot.
Complete the sculpture a small animal horn about 1,6 in, encrusted both inside and outside of sacrificial substances, and placed on top of the head in a split made exactly in the center of the hair (you can in fact count eleven vertical elements of the coiffure both right and left side of the gap).

Another typical ventral cavity was destined to become the magical substance.

Under the base of the sculpture are visible concentric circles of the trunk and the oxidation of the soft parts of the wood.

Songye Legno base

The n’kisi has prominent breasts and the penis, which is considered to be a hermaphrodite.
Although rare, these sculptures are still known and cataloged in the cultural Songye.

The element that characterizes most clearly is the stark contrast between the typical and canonical stillness of the body, made of perfect symmetry (see the picture from the bottom where the penis, breasts, chin and the top center of the head are perfectly aligned) and ductile plasticity of facial expression.
Wise and soft cuts of the face, alternating with scrolls and accentuated cavity, characterize facial expression, insinuating and artful together, as in the cultural tradition of the area.

Songye profilo jpj

Eyes, carved in sunken orbits, are disproportionately large, wide open and with the pupils in relief.
The snub nose has important nostrils with strong and deep nasal passages.
His mouth was open, on a small and pointed chin slightly undershot, is markedly hollow, folded upward, with the profile of prominent lips and relief.
On the sides of the head, large ears with horizontally delimit a hair projecting that completes the round head of the sculpture.

This argues for a head significantly more than engraved in relief carved in wood, which gives, as mentioned, a marked plasticity, as if that expression of the face was fixed at that precise moment.
Wise and soft cuts of the face, alternating with scrolls and accentuated cavity, characterize facial expression, insinuating and artful together, as in the cultural tradition of the area.

Songye dorso

The result is a sculpted head (and not engraved in relief in wood), and this gives, as mentioned, a marked plasticity, as if that expression of the face was fixed at that precise moment.

Bibliography

-Van Overbergh, C. “Les Basonge”, Bruxelles, 1908
-Merriam A.P. “Culture History of the Basongye”, Bloomington, 1974
-Mestach J.W. “Etudes Songye. Formes et symbolique, essai d’analyse”, Munich, 1985
-Anthoine C.H.R. “Le système magico-religeux des Songye”, Bruxelles, 1988
-Neyt F. “La Redoutable Statuaire Songye d’Afrique Centrale”, Fonds Mercator, Anvers – 5 Continents, Milano, 2004
-Petridis C. “Art and Power in the Central African Savanna: Luba. Songye. Luluwa. Chokwe”, Mercator Fonds, Bruxelles, 2008
-Volper J. “Autour des Songye. Under the influence of the Songye”, Fine Art Studio Publishing-Gourcuff Gradenigo,2012

Songye people, N’kisi figure, Region of Eki or Beneki, Congo

Legno, corno animale
Altezza cm. 21, senza corno

Epoca fine XIX sec.

Collezione privata, Italia
Foto di Fabio Cattabiani e Pietro Paletti
Arti delle Mani Nere All Rights Reserved

Provenienza
-Antica collezione, Bordeaux
-Galleria Leonardo Vigorelli, Milano

Esposizioni
Parcours des Mondes, 2011, Parigi
Africa. La terra degli spiriti. Museo delle Culture (Mudec), Milano, 27 marzo/ 30 agosto 2015

Pubblicazioni
AA.VV, Africa. Terra degli spiriti, a cura di Gigi Pezzoli e Claudia Zevi, 2015, Milano, 24 Ore Cultura ed. pag. 244, color

Questo n’kisi in riferimento alle terre Songye, è originario della Regione degli EKI o BENEKI e per le sue caratteristiche è attribuibile all’Atelier dalla Coiffure Gauffrée (Capigliatura a sbalzo), operante nell’area centro/meridionale degli Eki . (ved. W. Mestach 1985 e F. Neyt, 2004).

5
Terre Songye. Courtesy F. Neyt “Songye”, Fonds Mercator ed.

La scultura, intagliata in un legno compatto e durissimo (Crossopterix febbrifuga ? ), si compone di tre blocchi omogenei che definiscono i piani longitudinali.
Questi piani costituiti dalla testa, dal tronco e dal ventre/gambe si apprezzano particolarmente nella visione di profilo dove è evidente la massiccia presenza di volumi decisi, delimitati da tagli sicuri , precisi e dal disegno speculare.

La patina è scura, profonda e lucida nella zone di maggiore manipolazione tende al color rossastro naturale del legno nelle parti in cui probabilmente la scultura era originariamente abbigliata e sudante nella parte destra della testa e del tronco.
Da notare la soluzione dei piedi che in realtà sono inesistenti, dal momento che le massicce gambe entrano direttamente nella piccola base, sulla quale però sono stati ricavate le dita dei piedi, in numero curiosamente di quattro per il piede sinistro.

Completa la scultura un piccolo corno animale di circa 4 cm, incrostato sia all’esterno che all’interno da sostanze sacrificali, e sistemato sulla sommità del capo in una spaccatura realizzata esattamente al centro della capigliatura ( si possono infatti contare undici elementi verticali della coiffure sia destra che a sinistra dello spacco).

Un’altra tipica cavità ventrale era destinata ad accogliere la sostanza magica.

Sotto la base della scultura sono visibili i cerchi concentrici del tronco e l’ossidazione delle parti molli del legno.

Lo n’kisi stante la concomitante presenza di prominenti seni e del pene è da considerarsi di genere ermafrodito.
Pur rare, queste sculture sono comunque conosciute e catalogate nell’ambito della cultura Songye.

L’elemento che lo caratterizza con maggiore evidenza è il netto contrasto tra la tipica e canonica staticità del corpo, realizzato in perfetta simmetria ( si veda l’immagine dal basso in cui pene, seni, mento e sommità centrale del capo risultano perfettamente allineati ) e la duttile plasticità dell’espressione facciale.

Sapienti e morbidi tagli del volto, alternati a volute ed accentuate cavità, caratterizzano l’espressione facciale, insinuante e callida insieme, come nella tradizione culturale di quell’area.

Gli occhi, scolpiti in orbite infossate, sono sproporzionatamente grandi, spalancati e con le pupille in rilievo.
Il naso camuso ha importanti narici con marcate e profonde fosse nasali.
La bocca aperta, su di un piccolo ed aguzzo mento leggermente prognato, è accentuatamente cava, piegata all’insù, con il profilo delle labbra prominenti ed in rilievo.
Ai lati del capo, grandi orecchie con andamento orizzontale delimitano una capigliatura a sbalzo che completa la testa tondeggiante della scultura.

Tutto questo depone per una testa significativamente scolpita più che incisa a rilievo nel legno, e ciò le conferisce, come ricordato, un’accentuata plasticità, come se quell’espressione del volto fosse stata fissata in quel preciso istante.

A cura di Elio Revera

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...