I fratelli Sango

Queste due figure da reliquiario, caratterizzate dalla piccola testa ed il lungo collo di legno rivestiti di lamine e di fili di ottone, appartengono al gruppo etnico dei Sango o Masango e sono denominate mbumba bwété. La loro provenienza geografica è la regione occidentale dei Kota, in particolare lungo la vallata del fiume Ogooué e del suo affluente Sébé.

Figura da reliquiario, mbumba bwété
Sango, Gabon, XIX secolo
Legno, lamine di ottone, bottoni di madreperla, h. 20,5 cm
Collezione privata, Belgio
Provenienza: S. & M. Stanoff; J. & M. Friede
Photo: Studio Asselberghs

Questa tipologia di reliquiari è stata sovente raccolta con il paniere destinato alla custodia dei resti degli antenati, come testimonia l’esemplare del Musée du quai Branly – Jacques Chirac, rinvenuto da Charles Roche, negli anni ottanta del XIX secolo, assai somigliante a quello sopra , mentre l’altro reliquiario è affine a quello dell’antica collezione di Stéphen Chauvet. Oltre al significato rituale legato al culto degli antenati, il mbumba bwété era utilizzato anche per funzioni magico-divinatorie e, secondo alcuni autori, anche per pratiche di stregoneria. In questi due esemplari, pur a tratti difformi, la sintesi astratta della figura umana è stupefacente e lascia immaginare una capacità evocativa ed un’abilità realizzativa di grandissimo livello. Gli artisti che hanno realizzato i due reliquiari, pur restando nell’ambito del canone tradizionale del gruppo etnico, hanno introdotto alcune varianti personali che diversificano le opere nei tratti salienti, pur mantenendone l’inconfondibile riconoscibilità.


Figura da reliquiario, mbumba bwété
Sango, Gabon, XIX secolo
Legno, lamine di ottone, bottoni di madreperla, h. 29 cm
Collezione privata, Belgio
Provenienza: A.Bovis
Photo: Studio Asselberghs

Una particolarità comune di queste figure da reliquiario sono gli occhi, realizzati con piccoli bottoni di madreperla che conferiscono loro una tipica espressività vivace e stralunata. Questi bottoni, di fabbricazione ed origine europea, sono la prova della contaminazione culturale con i bianchi e, nello stesso tempo, del pensiero sincretico ed adattivo dei nativi verso ogni stimolazione proveniente dall’esterno.

Elio Revera

Si ringrazia la casa editrice Skira. Le infomazioni sono tratte da un mio lavoro pubblicato sul volume Ex AFrica. Storie e Identità di un’arte universale, Milano, 2019, (vedi: https://artidellemaninere.com/2019/02/27/ex-africa-storie-e-identita-di-unarte-universale/)

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